Languages

3 Marzo 2016

Stanley Harbour, West Falklands

 

Non passavo una notte così dalla partenza per la traversata dall’Isola di Pasqua a Puerto Montt in Cile: onda praticamente assente, 10 nodi di vento al traverso, randa e gennaker a riva e scivoliamo sull’acqua a 7,5 nodi senza avvertire alcun movimento.

La serata ideale per mandare tutti in branda e restarmene di guardia tutto solo.

Tutti meno Valentina, che non mi molla neanche per un minuto: un passo io, un passo lei.

Così, attivato l’allarme Radar sulle 6 miglia e impostato il pilota su vento 90° a dritta ci siamo preparati per una bella dormita in quadrato.

Si perché è così che navighiamo durante le lunghe traversate io e la Vale.

So che non tutti la pensano così, ma dopo 80.000 miglia in giro per il mondo, sono giunto alla conclusione che se le condizioni meteo non richiedono una mia presenza fisica in pozzetto, mi affido alla tecnologia ed ai miei sensi e quando ho sonno vado in branda.

Ciò che non vede il radar certamente non sarò in grado di vederlo io e un’allarme mi avvisa in caso di salti di vento superiori a 10°. Qualsiasi altra modifica dello status quo l’avverto fisicamente.

Così verso le 5 del mattino ho avvertito che la velocità si era abbassata significativamente e mi sono svegliato.

All’orizzonte una palla rosso fuoco stava emergendo dal mare, ancora una bella giornata ma caratterizzata da poco vento.

Volevo essere a Stanley prima di sera in modo da sbrigare le formalità di ingresso alle Faklands e offrire una birra al mio equipaggio.

Il vento era ormai sceso a soli 6 nodi al traverso e Angelique II per quanto impegno ci mettesse non riusciva a spingerci più che a 4 nodi, troppo pochi per le 93 miglia che ci separavano da Stanley Harbour.

Così ho tirato giù randa e genoa e ho dato vapore alle mie macchine.

Con entrambi i motori a 2.000 giri in queste condizioni di mare, nonostante l’elica di rispetto a sinistra ,comunque manteniamo una media di 6,5 nodi.

Alle 18:00 eravamo al traverso di Cape Pembroke e come indicato dal portolano abbiamo contattato le autorità portuali di Stanley annunciando il nostro arrivo in rada per le 18:30.

Ancorati di fronte al Public Jetty abbiamo contattato la Dogana sul canale 12 che ci ha immediatamente risposto dandomi appuntamento dopo mezzora al pontile galleggiante per il disbrigo delle formalità.

Ho chiesto se fosse necessaria la presenza di tutto l’equipaggio e la cortese agente doganale mi rispondeva che era sufficiente che io portassi con me i documenti della barca e i passaporti di tutti i membri dell’equipaggio.

Arrivato al pontile una giovane donna di origini asiatiche nella sua elegante divisa, mi è venuta incontro con uno smagliante sorriso.

Hy, sono Katy, la stavo aspettando, accomodiamoci qui su una panchina.

Avevo inviato alla dogana qualche giorno addietro una email annunciando il mio arrivo intorno alle 18 e loro, in a very British stylel, mi stavano aspettando.

Seduti su una panchina sul molo ha estratto da uno zainetto dei timbri e nel giro di pochi minuti tutti i nostri passaporti erano stati vistati.

Poi mi ha dato una pubblicazione con una serie di informazioni su Stanley e due sacchetti di plastica gialla. Possiamo chiamarli via radio e verranno al pontile per ritirare i sacchetti gialli dove avremo riposto i nostri rifiuti.

Alla luce di tanta elegante cortesia mi "allargo" e le chiedo dove andare per bere una birra e dove ritirare del contante

A Stanley ci sono 3 pub, il più in voga è a meno di cinquanta metri dal pontile, ma in tutte le Falklands non esiste neanche un ATM!

Dobbiamo aspettare sino a domani mattina per recarci presso l’unico sportello bancario dell’isola dove offrono cash advance con carte VISA e MASTERCARD.

La saluto cordialmente e ritorno in barca dove la ciurma freme all’idea di gustarsi una bella pinta di birra. 

Nonostante la cattiva notizia decidiamo di provarci lo stesso.

Facciamo il giro dei 3 pub, ma nessuno accetta carte di credito, solo contante.

Sono ormai le 21 e la fame inizia a farsi sentire, così propongo di rientrare in barca e premiarci con un’ottimo spaghetto aglio, olio e peperoncino.

Ma al momento di servire, tiro fuori dal cilindro una bottiglia di Brut Argentino che previdentemente avevo messo in frigo questa mattina.

Alla tua salute Angelique II!

 

Undefined