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Da ormai 9 giorni siamo “prigionieri” a Stanley.
Non che la cittadina non meriti o la gente sia inospitale.
Tutt’altro, il posto è incantevole e i locali estremamente cortesi.
Si respira un’area decisamente british, tutto estremamente ordinato, pulito. La gente che ti incontra per strada, anche se impegnati nella guida, non manca occasione per farti offrirti un cortese saluto.
Il fatto è che non siamo in vena di turismo, vogliamo coprire le 1.100 miglia che ci separano dal Mar del Plata e trovare qualcuno che ci tiri fuori dall’acqua per avviare le necessarie riparazioni alla nostra Angelique II.
Inoltre siamo stanchi di vento e freddo ed anche se qui la temperatura non scende sotto i 10 gradi, da una settimana l’anemometro non è mai andato sotto i 20 nodi, ma abbiamo avuto anche punte superiori ai 40 nodi.
Ogni giorno, con rinnovata speranza, scarichiamo le previsioni ma non riusciamo a trovare una finestra meteo positiva che sia più lunga di 72 ore.
A noi ne servono almeno il doppio e l’idea di farsi 3 giorni di venti superiori ai 30 nodi sul naso non ci entusiasma affatto.
Così abbiamo deciso di aspettare, almeno noi, si perché il nostro equipaggio si è man mano dileguato.
Adela e Ijri sono partiti già lo scorso sabato. Avevano in mente di tornare nel Sud del Cile per scalare Torres del Paine e con l’arrivo dell’autunno hanno preferito affrettarsi.
Oggi abbiamo salutato anche Matteo, il nostromo e Dave.
Matteo ha un volo di rientro per l’Italia da Lima per fine mese e non poteva correre il rischio di perderlo.
Dave credo che alla fine abbia deciso di unirsi a Matteo.
La crociera è finita, l’equipaggio è stato “liberato” e, probabilmente, non si sarebbe sentito a proprio agio da solo con noi.
Così dopo 2 mesi di Academy siamo rientrati alla normalità.
Attendiamo comunque una conferma dalle previsioni di domani, perché potremmo trovare una via tra due basse pressioni.
Staremo a vedere.
Per questa sera ci godiamo una serata con cenetta intima che ci meritiamo proprio.

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